NOVITÀ - Bed&Bike Canavese, in bici sull'Anfiteatro morenico d'Ivrea
A nord-est di Torino si trova il Canavese, zona che trae il proprio nome dall'antica città di "Canava" posta sul torrente Orco. I confini amministrativi delineano il Canavese quale parte integrante della grande provincia di Torino, ma poco hanno a che vedere con il capoluogo sia dal punto di vista geografico che paesaggistico. Luoghi di dolci colline, di laghi e di castelli ma anche alte vette e parchi naturali. Il Canavese forma come un ampio anfiteatro subalpino tra le valli del Parco Nazionale del Gran Paradiso e la Dora Baltea, le cui ali sono costituite dagli apparati morenici che segnano lo sbocco della Valle d'Aosta a nord e della Valle di Susa a sud. Il paesaggio è mosso da colline, terrazzi e avvallamenti, e quello che resta dell'industria (la piana di Ivrea con l'Olivetti è stata la "Silicon Valley" italiana) convive con i vigneti di uve pregiate (l'Erbaluce, innanzitutto) e con le memorie di un passato medievale rappresentato dai numerosi castelli. Numerosi i laghi rimasti con il ritiro dei ghiacciai dopo l'era glaciale, che costellano quasi tutto il territorio specie a ridosso delle colline moreniche.
Il centro più importante di quest'area è Ivrea, di origine celtica, fu sede di una colonia romana, Eporedia , di qui il nome degli abitanti: eporediesi. Fu capitale di un ducato longobardo e di una contea franca, ed ebbe grande importanza con Arduino Re d'Italia tra l'anno 1000 e il 1015. Nei pressi della piazza del Castello, sorgono il Duomo ed il seminario Vescovile, costruito su un progetto di Filippo Juvarra. I palazzi e le tortuose vie ne fanno la capitale storica del Canavese, che ogni anno si ritrova in piazza per il Carnevale delle Arance, mentre a sud sorgono gli stabilimenti novecenteschi e gli uffici dell'Olivetti. La Dora Baltea, che scorre incassata, ne accentua il carattere di città austera e subalpina. Se da Ivrea si va verso Nord fino all'imbocco della Valle d'Aosta, seguendo il letto della Dora Baltea, si incontrano Montalto Dora, nota per la Sagra del Cavolo Verza, Borgofranco d'Ivrea per i Canestrelli, Settimo Vittone per il Battistero Medioevale, tappa importante sul percorso della Via Francigena.
Il limite amministrativo a nord con la Valle d'Aosta è segnato dal comune di Carema, noto per i terrazzamenti dove viene coltivato il vitigno nebiolo che dopo un invecchiamento adeguato prende il nome del paese. Da Ivrea in direzione ovest si raggiunge Parella col suo castello. Nei pressi di Baldissero Canavese si trova la Riserva Naturale dei Monti Pelati e Torre Cives dove, dopo una breve passeggiata nel bosco, si raggiunge una torre del XII secolo, che sovrasta la pianura. Proseguendo a Nord si entra nella Valchiusella, dal passato segnato dall'estrazione mineraria, e ora ambiente incontaminato dove trovare verdi pascoli e formaggi squisiti, palestre di roccia ed una natura selvaggia e rigogliosa.
Seguendo le indicazioni per Valperga verso ovest, si giunge alla Riserva Naturale Sacro Monte di Belmonte, con il Santuario posto sulla sommità di una collina che si affaccia sulla pianura canavesana. Proseguendo si giunge ad Agliè, dove castello e parco spiccano inconfondibili, in alto sul paese. Rivarolo e l'omonimo castello non sono lontani, e anche in questo caso l'edificio merita una visita così come il parco, oasi di verde quasi nel cuore della cittadina canavesana. Il paese e il castello di San Giorgio si trovano più a est, verso le colline moreniche, e ancora più a est si incontra lo specchio del Lago di Candia, nei pressi di Caluso nota per la Festa dell'Erbaluce e sede della Enoteca Regionale della Provincia di Torino.
Il lago è racchiuso dalle propaggini sud della serra morenica, protetto dal Parco Provinciale e sovrastato dalla Chiesa di Santo Stefano, esemplare ben conservato di chiesa romanica diventata tappa nel periodo medioevale per i pellegrini in transito da nord verso Roma o Santiago di Compostela sulla via Francigena. Attraversata la Dora si raggiunge infine Caravino con il castello di Masino, ricostruito nel Settecento, attuale patrimonio tutelato dal Fondo per l'Ambiente Italiano, che conserva le grandi sale affrescate e gli stemmi della famiglia Valperga. Scendendo dal castello verso la pianura a est, si incontrano Albiano, Azeglio e quindi la Serra, tratto nord-est della collina morenica, che attraverso Bollengo e Piverone ci porta al lago di Viverone, il principale tra i laghi del Canavese e tradizionale meta balneare estiva.
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