La Comunità Montana Pinerolese Pedemontano si estende su un vasto territorio, collocato nel settore sud-ovest della provincia di Torino, in cui si possono individuare quattro distinti contesti ambientali: la val Chisola (Cumiana), la val Noce (Frossasco, Cantalupa, Roletto), la val Lemina (Pinerolo, San Pietro) e la Conca Verde di San Secondo e Prarostino.
Dal punto di vista climatico, il territorio, in virtù della sua particolare posizione geografica, gode di grandi privilegi. La buona esposizione solare, l'aria salubre e la quasi assenza di nebbie, hanno favorito antichi insediamenti, coltivazioni pregiate, sviluppo di numerose borgate e case di villeggiatura. Volendo seguire un percorso storico, le prime testimonianze preistoriche sono nel territorio montano di Cantalupa e ai piedi della collina di Santa Brigida (Pinerolo). Successivamente il territorio fu abitato da popolazioni celtiche ed infine vi passarono i legionari romani (il termine tabernae è all'origine del toponimo cumianese di Tavernette e Pinarolium può significare oasi di pini utilizzata come luogo di sosta di mercanti e soldati).
Riportano a questi tempi lontani anche tracce di costruzioni sulla collina di San Pietro Val Lemina, i ritrovamenti di iscrizioni funerarie a San Secondo e Tavernette e la pianta di Frossasco quadrata, secondo lo schema del castrum. Pinerolo conobbe prosperità e benessere economico quando fu capitale del principato degli Acaia: si svilupparono le arti, in particolare le lavorazioni della lana, la stampa, la produzione della carta. Poi, sotto i Savoia, la città fu più volte assediata ed occupata dai francesi. Nel 1727 il cardinale Richelieu fece ampliare la cittadella e qui verranno rinchiusi i personaggi più scomodi dell'epoca, tra cui il misterioso uomo della Maschera di Ferro.
Nei periodi successivi, tutto il territorio sarà testimone di battaglie sanguinose tra le truppe francesi del Catinat e quelle sabaude di Vittorio Amedeo II, di guerre di religione tra cattolici e valdesi, di guerre di successione e di scontri frequenti fra partigiani e tedeschi durante la Resistenza, fino all'eccidio di Cumiana nel 1944. Benchè le numerose testimonianze del passato siano andate distrutte o rimaneggiate, troviamo in ogni paese della Comunità l'impronta della Storia: non solo le chiese e le cappelle barocche, i castelli ed i palazzi medievali, le ville del '700 e le belle case del '900 liberty, ma anche archi gotici, balconcini in pietra, cascine dell '800, affreschi, piloncini e, a Pinerolo, non si possono dimenticare i luoghi di culto valdese, le costruzioni militari e le strutture legate alla Scuola di cavalleria. Il paesaggio spazia dalla pianura, con le coltivazioni frammiste a zone industriali e commerciali, alla collina con frutteti e vigneti, alla montagna dove i boschi si alternano a massi e ripide pareti.
Caratteristica di tutta la zona sono le borgate, sparse sulla collina ed a ridosso del monte, collegate tra loro da antichi sentieri. Nell '800 erano densamente abitate, quasi sempre dotate di chiesa, scuola e forno per il pane. Il progressivo spopolamento, l'emigrazione all'estero (Francia e Argentina) e dal dopoguerra verso la pianura, hanno come conseguenza l'abbandono delle coltivazioni e delle pratiche pascolive. Ciò ha fatto si che il bosco tornasse a colonizzare i versanti con notevole incremento di presenze faunistiche. Frequenti sono gli incontri con camosci, caprioli, cinghiali, salendo ai monti Tre Denti, Freidour, Brunello e Rocca Due Denti. Pure ben rappresentata è l'avifauna: dagli aironi, al gallo forcello, ai rapaci.
Tomini del Talucco, panettone, cioccolatini, torta zurigo, vini, castagne e funghi, frutta (Pin Fruit)
A PINEROLO
A FROSSASCO
A CANTALUPA
A CUMIANA
A PRAROSTINO
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